In Breve
- Qual è il rischio principale secondo Paolo Gesa?
- Il rischio principale è un costo del capitale elevato e prolungato.
- Cosa causa l'attuale aumento dei rendimenti?
- È causato da tensioni geopolitiche, inflazione e preoccupazioni sui debiti pubblici.
- Come si posiziona l'Italia rispetto ad altri Paesi europei?
- L'Italia appare relativamente meglio posizionata grazie a una maggiore attenzione ai conti pubblici.
In un contesto economico sempre più complesso, Paolo Gesa, amministratore delegato di Credito Lombardo Veneto, ha messo in guardia riguardo ai rischi associati a un costo del capitale elevato e prolungato. Secondo Gesa, il problema non risiede tanto in un singolo aumento dei tassi d’interesse, quanto nella persistenza di questa situazione nel tempo.
L’attuale aumento dei rendimenti è il risultato di una combinazione di fattori, tra cui tensioni geopolitiche, il ritorno delle pressioni inflazionistiche e preoccupazioni sulla sostenibilità dei debiti pubblici. Gesa prevede che le banche centrali adotteranno un approccio prudente ma restrittivo, con la possibilità di ulteriori rialzi dei tassi. Tuttavia, il vero problema è la durata di una politica monetaria che potrebbe rivelarsi onerosa per le economie europee.
L’inflazione, in gran parte generata da uno shock energetico e geopolitico, è un fenomeno che la politica monetaria può solo contenere nei suoi effetti secondari, senza risolvere le cause alla radice. Sul fronte fiscale, molti Paesi occidentali si trovano a dover affrontare debiti e deficit elevati, continuando a emettere grandi quantità di titoli mentre il costo del finanziamento cresce. Questo scenario aumenta il rischio di discriminazione nei mercati, dove la credibilità delle politiche fiscali diventa un fattore cruciale.
Nonostante l’Italia parta da un debito pubblico elevato, Gesa sottolinea che il Paese appare relativamente meglio posizionato rispetto ad altre grandi nazioni europee. Questo grazie all’esperienza accumulata e a una maggiore attenzione recente ai conti pubblici. Al contrario, la Francia è attualmente sotto la lente d’ingrandimento dei mercati.
Per l’economia reale, livelli elevati di tassi e rendimenti si traducono in un aumento del costo del credito per famiglie e imprese, minori investimenti e una maggiore pressione sui bilanci pubblici. Per le piccole e medie imprese (PMI), diventa cruciale avere strutture finanziarie equilibrate, scadenze del debito coerenti con gli investimenti e adeguati margini di liquidità.
Gesa conclude avvertendo che il rischio principale è quello di entrare in una fase prolungata di costo del capitale elevato in un’Europa che già fatica a crescere. Questa situazione potrebbe avere ripercussioni significative sull’economia europea nel suo complesso.
