Economia

Pensioni 2027: Aumenti Previsti e Impatti dell’Inflazione

Nel 2027, le pensioni potrebbero subire una rivalutazione del 2,9% in base all'inflazione acquisita. Ecco cosa sapere sugli aumenti e sui requisiti di accesso.

Settembre 14, 2026di Redazione

In Breve

Qual è l'inflazione prevista per le pensioni nel 2027?
L'inflazione acquisita per il 2026 è stimata al 2,9%.
Quando sarà confermata la percentuale di rivalutazione delle pensioni?
La percentuale definitiva sarà fissata dal decreto del Ministero dell'Economia, atteso nella seconda metà di novembre.
Quali sono i nuovi requisiti per accedere alla pensione nel 2027?
I requisiti di accesso aumenteranno di un mese per le varie forme di pensione, a partire dal 1° gennaio 2027.

Le pensioni in Italia per il 2027 potrebbero essere rivalutate sulla base di un’inflazione acquisita per il 2026 stimata al 2,9%, secondo i dati preliminari di agosto. La percentuale definitiva sarà stabilita dal decreto del Ministero dell’Economia, atteso nella seconda metà di novembre.

Ad agosto, l’indice dei prezzi al consumo ha registrato un incremento dello 0,5% rispetto al mese precedente e del 3,3% su base annua, il tasso più alto da quasi tre anni. Questo aumento è principalmente attribuibile all’incremento dei prezzi dei beni energetici, che hanno visto una variazione annua passata dall’11,6% di luglio al 17% di agosto. I beni energetici non regolamentati, come carburanti e mercato libero, sono aumentati del 16,9%, mentre quelli regolamentati, come le tariffe di luce e gas nel tutelato, hanno registrato un incremento del 18,8%. In particolare, il prezzo della benzina è aumentato del 16,3% e quello del gasolio del 26,7%.

Oltre ai costi energetici, anche le spese per abitazione, acqua ed elettricità sono aumentate dell’8,9%, così come i trasporti (+6,1%). Tuttavia, i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona hanno mostrato un rallentamento, mentre i prezzi alimentari sono rimasti stabili su base annua con un incremento del 1,1%.

Per quanto riguarda le pensioni, il trattamento minimo previsto per il 2026 è di 611,85 euro. La rivalutazione piena è prevista per i trattamenti fino a quattro volte il minimo, mentre per le fasce superiori l’adeguamento sarà parziale: 90% per i trattamenti tra quattro e cinque volte il minimo e 75% per quelli superiori a sei volte il minimo. Con un tasso del 2,9%, gli assegni fino a 2.447,40 euro (quattro volte il minimo) beneficerebbero della rivalutazione piena, portando la pensione minima da 611,85 a 629,59 euro, con un incremento di circa 18 euro.

Ecco alcuni esempi indicativi con il tasso acquisito al 2,9%: un assegno di 800 euro passerebbe a 823,20 euro (+23,20); un assegno di 900 euro a 926,10 euro (+26,10); un assegno di 1.000 euro a 1.029 euro (+29); e un assegno di 2.000 euro a 2.058 euro (+58). Per importi superiori a 2.447,40 euro, la rivalutazione sarà applicata in modo parziale sugli scaglioni: un assegno di 2.500 euro passerebbe a 2.572,34 euro (+72,34); uno di 3.000 euro a 3.085,39 euro (+85,39); e uno di 3.500 euro a 3.596,48 euro (+96,48). È importante notare che questi importi sono indicativi e dipendono dalla conferma del tasso acquisito.

Dal 1° gennaio 2027, entrerà in vigore anche l’adeguamento alla speranza di vita, con un mese in più nei requisiti di accesso. Per la pensione anticipata contributiva, il requisito sarà di 64 anni e 1 mese; per la pensione di vecchiaia, 67 anni e 1 mese; e per l’anticipata ordinaria, 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne. Un ulteriore adeguamento, previsto per il 2028, porterà lo scatto complessivo a tre mesi: anticipata contributiva a 64 anni e 3 mesi, vecchiaia a 67 anni e 3 mesi; anticipata ordinaria a 43 anni e 1 mese per gli uomini e 42 anni e 1 mese per le donne.

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