Energia

La resilienza idrica in Italia: aggregazione e investimenti strategici

Barbara Marinali di Utilitalia sottolinea l'importanza di aggregare gli operatori idrici e di investire nell'accumulo per affrontare la nuova normalità climatica.

Novembre 4, 2026di Redazione

In Breve

Qual è la nuova normalità climatica in Italia?
L'emergenza climatica si è trasformata in una nuova normalità con un aumento delle temperature medie.
Qual è il ruolo dell'acqua nella resilienza climatica?
L'acqua è considerata la risorsa fondamentale per garantire la resilienza dei sistemi idrici.
Come può essere migliorata la gestione idrica in Italia?
Attraverso l'aggregazione degli operatori idrici e investimenti strategici.

In un contesto climatico in continua evoluzione, Barbara Marinali, vicepresidente vicario di Utilitalia, ha evidenziato che l’emergenza climatica si è trasformata in una nuova normalità. Con un aumento delle temperature medie di 3,5 gradi registrato ad agosto, l’acqua emerge come la risorsa fondamentale da gestire con attenzione.

Il settore idrico italiano ha già avviato investimenti significativi per garantire la resilienza dei sistemi. Questi investimenti sono orientati a facilitare l’accumulo dell’acqua durante le stagioni autunnali e invernali, per poi rilasciarla nei periodi di maggiore necessità, come l’estate. Tuttavia, Marinali ha messo in guardia sulla frammentazione delle gestioni idriche nel Paese, dove molti operatori sono di dimensioni ridotte, in particolare nel Sud Italia.

Per affrontare questa sfida, l’aggregazione degli operatori idrici è stata proposta come una strategia chiave. Durante una recente assemblea di settore, è stato siglato un patto per la resilienza con 65 firmatari, un passo importante verso una gestione più coordinata e efficace delle risorse idriche.

Inoltre, Marinali ha sottolineato l’importanza dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che hanno fornito un’iniezione di liquidità essenziale. Questi fondi hanno consentito di portare gli investimenti a livelli comparabili con quelli europei, con oltre il 95% delle risorse già impiegate. Tuttavia, è fondamentale garantire flussi costanti di risorse, anche se di entità modesta, da parte pubblica per sostenere ulteriormente il settore.

In conclusione, la resilienza idrica in Italia dipende da un approccio integrato che unisca gli operatori e favorisca investimenti strategici. Solo così sarà possibile affrontare le sfide future legate al cambiamento climatico e garantire un accesso sostenibile all’acqua per tutti.

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