Economia

Emilia-Romagna lancia un piano da 300 milioni per la riqualificazione abitativa

La Regione Emilia-Romagna avvia un ambizioso piano da 300 milioni di euro per riqualificare 5.000 alloggi in cinque anni, mirando a famiglie con redditi medio-bassi.

Agosto 26, 2026di Redazione

In Breve

Qual è l'importo del piano casa della Regione Emilia-Romagna?
Il piano casa ammonta a 300 milioni di euro.
Quanti alloggi saranno riqualificati?
Saranno riqualificati 5.000 alloggi.
A chi è destinato il piano?
Il piano è destinato a nuclei familiari con ISEE tra 8.000 e 35.000 euro.

La Regione Emilia-Romagna ha annunciato un piano ambizioso per la riqualificazione abitativa, con un investimento di 300 milioni di euro destinato a rendere disponibili 5.000 alloggi di edilizia pubblica nei prossimi cinque anni. Questo progetto prevede sia la ristrutturazione di immobili esistenti che la costruzione di nuove abitazioni, rispondendo così a una crescente domanda di alloggi accessibili.

Il piano è finanziato attraverso una combinazione di risorse: 50 milioni di euro provengono da fondi regionali, 50 milioni dal Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR) riprogrammato e un mutuo della Banca europea per gli investimenti (BEI) di 200 milioni di euro, con una durata di trent’anni. I lavori sono previsti per iniziare a settembre, subito dopo la firma delle convenzioni con i comuni, con l’assegnazione delle prime abitazioni ristrutturate attesa tra la fine dell’anno e l’inizio di gennaio.

Il piano si rivolge a nuclei familiari con un indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) compreso tra 8.000 e 35.000 euro, con l’obiettivo di garantire che la spesa per l’affitto non superi il 20% del reddito netto. Il canone medio previsto è di circa 350 euro al mese per un appartamento di 70 metri quadrati.

In cambio del finanziamento per i lavori di ristrutturazione, i comuni si impegnano a cedere per 30 anni i canoni di affitto. Gli alloggi popolari (Erp) ristrutturati saranno trasformati in edilizia residenziale sociale (Ers), destinata a famiglie della cosiddetta “fascia grigia”, ovvero coloro che non soddisfano i requisiti per accedere alle case popolari ma non possono permettersi affitti di mercato.

Nei mesi scorsi, i comuni sono stati invitati a manifestare interesse per interventi su alloggi Erp con costi di ristrutturazione superiori a 25.000 euro, immobili che necessitano di riqualificazione energetica e aree o edifici da rigenerare, come ex uffici o scuole inutilizzate. Le manifestazioni di interesse hanno portato a segnalazioni significative, in particolare da Reggio Emilia e Ferrara, con oltre 200 richieste ciascuna, consentendo la creazione di una banca dati regionale degli alloggi pubblici “dormienti” non affittati.

Tuttavia, nonostante le risorse stanziate, la dotazione finanziaria non sarà sufficiente a soddisfare tutte le richieste dei comuni. Per questo motivo, la Regione ha pubblicato un secondo bando per verificare l’interesse reale delle famiglie a prendere in affitto gli alloggi ristrutturati, associando ogni casa a un futuro inquilino. I lavori inizieranno solo dopo il versamento della caparra da parte dell’occupante.

Entro settembre, sono previsti lavori su 1.100 immobili ex-Erp già assegnati ad altrettanti inquilini. La seconda fase del piano si concentrerà sulla costruzione di nuove case popolari (Ers) coinvolgendo investitori privati, in sinergia con il piano casa nazionale e l’intervento di Invimit per la valorizzazione e rigenerazione del patrimonio pubblico. A livello nazionale, è stato annunciato un bando da 700 milioni di euro, con la ripartizione regionale ancora da definire.

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