In Breve
- Qual è il timore principale di Anie riguardo al Pnrr?
- Anie teme che la conclusione del Pnrr lasci un vuoto di domanda e risorse per il settore.
- Quali settori sono rappresentati da Anie?
- Anie rappresenta oltre 1.100 imprese nei settori dell'elettrotecnica e dell'elettronica.
- Qual è l'impatto del Pnrr sul fatturato del settore Anie?
- Nel primo semestre del 2026, il fatturato dei settori Anie è aumentato del 9% nominale.
Durante l’assemblea pubblica 2026 di Anie Confindustria, tenutasi a Milano, è emerso un forte timore riguardo alla conclusione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Vincenzo de Martino, presidente di Anie, ha sottolineato che il “dopo” non può significare un ritorno alla situazione precedente, ma richiede una continuità negli investimenti per non disperdere gli effetti positivi attivati dal Piano.
All’incontro, aperto dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini, hanno partecipato rappresentanti istituzionali e esperti del settore. Anie rappresenta oltre 1.100 imprese, impiegando 490.000 addetti e generando un fatturato di 118 miliardi di euro. Il settore si presenta in condizioni migliori rispetto alla media manifatturiera: nel 2025, la produzione manifatturiera ha registrato un calo dell’1,4%, mentre i comparti Elettrotecnica ed Elettronica hanno mostrato una crescita di quasi 12 punti percentuali rispetto ai livelli pre-pandemia, a fronte di una manifattura ancora sei punti sotto.
Nel primo semestre del 2026, il fatturato dei settori rappresentati da Anie è aumentato del 9% nominale, rispetto al +3% della media manifatturiera. I quattro mercati abilitati dalle tecnologie Anie—energia, edilizia, industria, infrastrutture e trasporti—hanno un valore di 930 miliardi di euro e un valore aggiunto diretto di 297 miliardi, essendo stati al centro degli interventi del Pnrr. Questi mercati rappresentano il 22% dei progetti totali, ma hanno ricevuto il 63% dei finanziamenti.
Durante il periodo del Pnrr, il valore aggiunto di questi settori è cresciuto in media del 10% all’anno, rispetto al 2,9% del resto dell’economia. Una survey condotta da Anie-Teha su circa 200 imprese, rappresentative del 35% del fatturato del comparto, ha rivelato che l’80% di esse ha partecipato a progetti o gare legate al Pnrr. Per il 54% di queste imprese, tali progetti hanno generato oltre il 10% del fatturato previsto per il biennio 2024-2025, mentre per il 32% oltre il 20%.
Il 79% degli associati ha espresso preoccupazione per la fine del Piano senza l’implementazione di ulteriori politiche. Tra i risultati misurabili presentati durante l’assemblea figurano un aumento del 32% nella diffusione della fibra, un risparmio del 66% nell’energia primaria e un incremento del 25% nei chilometri di alta velocità. Tuttavia, permangono gap significativi, come quello delle competenze digitali, con solo il 54% degli adulti italiani che possiede tali competenze, rispetto all’obiettivo europeo dell’80%.
Per Anie, la risposta a queste sfide deve passare attraverso un’integrazione tra tecnologia, programmazione, semplificazione e rafforzamento del capitale umano. De Martino ha concluso affermando: “Occorre dare prospettiva agli investimenti; creare le condizioni affinché le aziende possano crescere, sostenute dalle competenze necessarie; fare della tecnologia una leva fondamentale della nostra competitività”.
