Economia

Crescita delle Procedure di Dissesto Finanziario in Italia: Le Piccole Imprese Sotto Pressione

Nel primo semestre 2026, le procedure di dissesto finanziario in Italia continuano a crescere, colpendo in particolare le piccole imprese e il settore del commercio.

Ottobre 5, 2026di Redazione

In Breve

Qual è l'andamento delle procedure di dissesto in Italia nel 2026?
Nel primo semestre 2026, le procedure di dissesto finanziario in Italia sono aumentate, con un impatto maggiore sulle piccole imprese.
Quali settori sono maggiormente colpiti?
I settori più colpiti includono il commercio, le costruzioni e le attività manifatturiere.
Qual è la regione con il maggior numero di fallimenti?
La Lombardia ha registrato il maggior numero di fallimenti, con 1.036 procedure.

Nel primo semestre del 2026, l’Italia ha registrato un aumento significativo delle procedure di dissesto finanziario, con un impatto maggiore sulle piccole imprese. Secondo i dati, le istanze per concordato semplificato sono salite a 83, rispetto alle 63 dello stesso periodo dell’anno precedente. Gli accordi di ristrutturazione hanno raggiunto quota 167, mentre le liquidazioni giudiziali si sono attestate a 5.230, con un lieve calo dell’1% rispetto al 2025.

Un dato preoccupante è l’aumento del 14% delle liquidazioni coatte amministrative, che sono passate da 254 a 290. Anche le domande di concordato preventivo hanno mostrato una diminuzione, passando da 511 a 451. Al contrario, le procedure per composizione negoziata hanno visto un incremento notevole, con 897 istanze nel semestre, quasi il doppio rispetto al 2024.

La distribuzione territoriale delle procedure di dissesto riflette la densità produttiva del paese. La Lombardia si conferma la regione più colpita, con 1.036 fallimenti, seguita da Lazio (844), Campania (478) e Toscana (417). La maggior parte delle aziende in liquidazione giudiziale è di piccole dimensioni, con una media di 7 addetti e un valore intorno ai 2 milioni di euro.

Analizzando i settori più colpiti, emergono il commercio all’ingrosso e al dettaglio, le costruzioni, le attività manifatturiere, i servizi di alloggio e ristorazione, e il trasporto e magazzinaggio. Le liquidazioni coatte amministrative riguardano prevalentemente cooperative e consorzi, con una media stimata di 21 addetti e un valore inferiore a un milione di euro.

Tra i settori maggiormente impattati dalle misure amministrative si segnalano le attività per la salute umana e assistenza sociale, con 68 pratiche, e le attività amministrative e di supporto, con 38 pratiche. Questi dati evidenziano come fattori esterni, quali le tensioni internazionali, l’aumento dei costi energetici, la concorrenza delle piattaforme digitali e l’innalzamento dei prezzi delle materie prime, abbiano contribuito all’indebolimento di molte piccole imprese, in particolare negozi di quartiere, artigiani e piccole aziende manifatturiere.

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