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Google accelera la transizione alla crittografia post-quantistica con i Merkle Tree Certificates

Google ha annunciato una roadmap per la transizione alla crittografia post-quantistica, introducendo i Merkle Tree Certificates per garantire la sicurezza dei dati.

Settembre 22, 2026di Redazione

In Breve

Cosa sono i Merkle Tree Certificates?
I Merkle Tree Certificates sono certificati X.509 che utilizzano un registro pubblico per migliorare la verifica e la trasparenza nella crittografia.
Quando Google prevede di completare la transizione alla crittografia post-quantistica?
Google prevede di completare la transizione entro il 2029.
Qual è l'obiettivo della roadmap di Google?
L'obiettivo è garantire la sicurezza dei dati contro le future capacità dei computer quantistici.

Google ha recentemente annunciato un’accelerazione nella sua transizione verso la crittografia post-quantistica, fissando il termine per il 2029. Questa decisione è accompagnata da una roadmap dettagliata, suddivisa in tre domini di rischio e milestone specifiche per vari servizi. L’iniziativa è motivata dalla crescente preoccupazione che attori avversari possano già raccogliere dati cifrati oggi, per decifrarli in futuro con la potenza dei computer quantistici, in un processo noto come “harvest now, decrypt later”.

La roadmap di Google prevede l’adozione di algoritmi resistenti ai computer quantistici, come il ML-DSA, che generano chiavi e firme di dimensioni significativamente maggiori. Se questi algoritmi venissero distribuiti tramite l’attuale Public Key Infrastructure (PKI), potrebbero rallentare o compromettere i sistemi e le reti ad alta latenza.

Un elemento chiave della roadmap è l’introduzione dei Merkle Tree Certificates (MTC), prevista per il 2028. Questi certificati X.509 sostituiscono le tradizionali firme pesanti con una prova di presenza in un registro pubblico di emissione, strutturato come un Merkle tree. Questo approccio consente ai browser di verificare una breve traccia di impronte digitali, confrontandola con il sommario del registro ricevuto tramite aggiornamenti software.

Le MTC non eliminano i certificati X.509 esistenti, ma li affiancano, mantenendo i certificati compatti e rendendoli verificabili pubblicamente. Questo approccio mira a mitigare l’impatto delle firme post-quantistiche sulle prestazioni. Inoltre, le MTC pongono l’accento sulla trasparenza: un certificato sarà considerato valido solo se la sua voce è presente nel registro pubblico.

Lo sviluppo delle MTC è frutto della collaborazione tra diversi attori del settore, con standard attualmente in fase di lavoro presso l’IETF. Tra i partecipanti ci sono aziende e autorità di certificazione che hanno già espresso impegni pubblici verso questo nuovo formato. Google prevede anche un Quantum-resistant Root Store, che supporterà solo certificati resistenti ai quanti nel formato MTC, piuttosto che semplici firme post-quantistiche integrate nei tradizionali X.509.

Per le organizzazioni, la reale implicazione non è l’adozione immediata delle MTC, ma la necessità di implementare nuovi formati senza dover intraprendere programmi di ingegneria pluriennali. Si raccomanda di effettuare un inventario completo di certificati e asset crittografici, automatizzare il ciclo di vita dei certificati e sviluppare una roadmap post-quantistica fornita dalle proprie autorità di certificazione.

Il campo della crittografia post-quantistica è in continua evoluzione e le MTC potrebbero non rappresentare l’unica soluzione definitiva. Tuttavia, le organizzazioni che investono ora in agilità crittografica, gestione automatica dei certificati e visibilità completa saranno meglio posizionate per adattarsi all’evoluzione degli standard futuri.

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