In Breve
- Quali sono le principali sfide nella governance dell'AI?
- Le principali sfide includono la scarsa visibilità sui costi e la complessità della governance.
- Quanto possono perdere le grandi imprese nel Regno Unito a causa di iniziative di AI inefficaci?
- Le grandi imprese potrebbero perdere fino a 67 miliardi di sterline all'anno.
- Qual è la percentuale di aziende che riportano un ritorno positivo dall'uso dell'AI?
- Solo il 31% delle aziende che usano AI riporta un ritorno positivo.
Negli ultimi anni, le imprese hanno intensificato gli investimenti nell’intelligenza artificiale (AI), ma spesso si trovano a dover affrontare sfide significative nel misurare e governare il valore di queste tecnologie. Recenti investimenti nel Regno Unito, che superano i 6 miliardi di sterline durante la London Tech Week, evidenziano l’importanza crescente dell’AI, che rappresenta il settore più grande d’Europa e il terzo a livello globale.
L’AI viene utilizzata in diversi ambiti, dal customer service allo sviluppo software, e le sue implementazioni variano da semplici assistenti a sistemi complessi integrati nei flussi di lavoro aziendali. Tuttavia, la misurazione del ritorno sugli investimenti (ROI) rimane un compito arduo. Le aziende spesso distribuiscono l’uso dell’AI su vari dipartimenti e applicazioni, rendendo difficile quantificare i benefici reali, che possono includere risparmi di tempo, miglioramenti nella qualità del servizio e incrementi nei ricavi.
Un aspetto critico è la frammentazione della spesa, che può coinvolgere licenze, modelli, infrastrutture e servizi vari. Questo porta a perdite significative: secondo alcune stime, le grandi imprese nel Regno Unito potrebbero perdere fino a 67 miliardi di sterline all’anno a causa di iniziative di AI che non raggiungono gli obiettivi prefissati. Inoltre, solo il 31% delle aziende che utilizzano l’AI riporta un ritorno positivo, il che solleva interrogativi sulla governance e sulla strategia di implementazione.
La governance gioca un ruolo fondamentale nella misurazione del ROI. Il 51% dei leader IT ha indicato la scarsa visibilità sui costi come il principale ostacolo, seguito dalla complessità della governance, segnalata dal 47%. Inoltre, c’è una discrepanza tra la fiducia percepita nella governance di strumenti come Microsoft 365 e la realtà: il 29% degli intervistati ha riferito che strumenti di AI hanno esposto dati sensibili, mentre l’8% non è sicuro se ciò sia accaduto.
Le lacune nella governance possono generare costi nascosti, come strumenti duplicati e rilavorazioni, oltre a rischi significativi. Per migliorare la situazione, le aziende devono adottare pratiche di governance più rigorose, che includano una chiara visibilità sull’uso e sui costi dell’AI, responsabilità definite sugli esiti e una gestione efficace delle informazioni. È essenziale ridurre contenuti ridondanti e obsoleti, gestire gli accessi in modo appropriato e identificare fonti affidabili.
Le pratiche operative degli impiegati, come la distinzione tra bozze e materiale approvato, l’aggiornamento di tracker e priorità, e la registrazione di decisioni, possono facilitare interpretazioni corrette sia da parte delle persone che dei sistemi AI. Gli strumenti che catturano contesto devono rispettare le stesse regole di privacy e accesso delle informazioni generate.
La questione cruciale per i leader aziendali non è più se investire in AI, ma se hanno la visibilità e il controllo necessari per comprendere dove l’AI crea valore e dove genera costi. Chi saprà spiegare l’efficacia dell’AI, i costi associati e i benefici misurabili sarà meglio posizionato per scalare le soluzioni e ottenere un ROI positivo.
