Economia

Marano di Confindustria Radio Tv: Le Big Tech devono Restituire Valore agli Editori per Salvaguardare il Pluralismo

Antonio Marano, presidente di Confindustria Radio Televisioni, avverte sulle conseguenze della concentrazione di potere nelle mani delle grandi piattaforme digitali e chiede misure urgenti per tutelare l'ecosistema editoriale.

Settembre 29, 2026di Redazione

In Breve

Qual è l'allerta lanciata da Antonio Marano?
Marano avverte che le Big Tech stanno impoverendo l'ecosistema editoriale e trasferendo potere dalle istituzioni nazionali.
Quali sono le proposte di Marano per gli editori?
Marano propone il consenso preventivo per l'uso dei contenuti e la restituzione del valore raccolto dalle piattaforme agli editori.
Quando si terrà il confronto tra i vari settori dell'informazione?
Il confronto si terrà il 21 ottobre.

Antonio Marano, presidente di Confindustria Radio Televisioni, ha recentemente sollevato un allarme riguardo al crescente potere delle grandi piattaforme digitali e degli operatori di intelligenza artificiale. Secondo Marano, la concentrazione di tecnologia, dati e attenzione sta trasferendo potere dalle istituzioni nazionali alle Big Tech, impoverendo così l’ecosistema editoriale italiano.

Marano ha sottolineato come queste piattaforme raccolgano e monetizzino contenuti prodotti da giornalisti, autori e professionisti senza riconoscerne adeguatamente il valore. Questa situazione ha ripercussioni significative su stampa, radio, televisione ed editoria libraria, portando il presidente a chiedere un intervento per garantire che chi preleva valore dalle opere altrui lo restituisca.

Dal punto di vista economico, Marano ha evidenziato che Internet concentra ormai circa tre quarti degli investimenti pubblicitari nei cinque maggiori mercati europei. Inoltre, ha segnalato un preoccupante calo del mercato radiotelevisivo, che è passato da quasi 9,7 miliardi di euro nel 2011 a circa 7,5 miliardi nel 2025, secondo dati dell’Agcom. Questo rappresenta una riduzione di quasi un quarto in quindici anni.

L’avanzata dell’intelligenza artificiale, ha osservato Marano, potrebbe ulteriormente accelerare il fenomeno dello svuotamento del traffico verso le testate giornalistiche. Meccanismi di risposta diretta agli utenti e modelli ‘zero click’ potrebbero trasformare l’intermediazione in sostituzione, minacciando la sostenibilità economica delle testate.

Per contrastare questa dinamica, Marano propone l’implementazione di un consenso preventivo per l’uso dei contenuti e l’inversione dell’onere della prova. In questo modo, chi sviluppa l’intelligenza artificiale dovrebbe dimostrare di avere il diritto di utilizzare i materiali degli editori. Inoltre, ha chiesto misure che garantiscano il ritorno di parte del valore raccolto dalle piattaforme agli editori.

Pur riconoscendo l’introduzione dell’equo compenso con la delibera Agcom 3/23/COS, Marano ha definito questa misura insufficiente, esortando a interventi rapidi e tempestivi: non anni, ma mesi, per evitare danni irreversibili all’ecosistema informativo.

Marano ha anche sollecitato la politica a fissare principi chiari e a dotare Agcom, Antitrust e altre autorità competenti di poteri e risorse adeguate per interventi tempestivi. L’obiettivo è tutelare la cultura, l’identità e il pluralismo informativo in Italia.

Il 21 ottobre, Marano porterà a un confronto tra radiotelevisione, stampa ed editoria libraria, con l’intento di affrontare il rischio di un progressivo indebolimento delle garanzie democratiche legate alle logiche estrattive delle piattaforme.

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