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OpenAI presenta Dots: assistenti intelligenti per un lavoro più efficiente

OpenAI ha lanciato Dots, assistenti basati su GPT-6 Astra, progettati per operare in background e adattarsi alle esigenze degli utenti.

Settembre 30, 2026di Redazione

In Breve

Cosa sono i Dots di OpenAI?
I Dots sono assistenti digitali basati su GPT-6 Astra progettati per operare in background e adattarsi alle esigenze degli utenti.
Quali applicazioni supportano i Dots?
I Dots possono integrarsi con oltre 4.000 applicazioni, inclusi Microsoft Teams e Slack.
Chi può utilizzare i Dots?
I Dots sono disponibili per gli abbonati a ChatGPT Pro, Business Premium ed Enterprise.

OpenAI ha recentemente svelato Dots, una nuova generazione di assistenti digitali progettati per restare attivi e operare in background all’interno delle applicazioni connesse. Questi assistenti, basati sul modello GPT-6 Astra, sono pensati per adattarsi nel tempo alle preferenze e alle esigenze degli utenti, migliorando l’efficienza lavorativa.

Ogni Dot è dotato di un proprio computer nel cloud, che consente l’accesso a un browser e a oltre 4.000 applicazioni supportate. L’interazione con l’assistente avviene tramite un’interfaccia simile a quella di un’app di messaggistica, con la possibilità di effettuare chiamate vocali attraverso ChatGPT su web, desktop e mobile.

Una delle caratteristiche distintive di Dots è la loro integrazione con piattaforme di collaborazione come Microsoft Teams e Slack. Questo permette di portare il contesto delle sessioni svolte su altre app e dispositivi, facilitando la comunicazione e il lavoro di squadra. Inoltre, a breve sarà possibile comunicare con i Dots anche tramite SMS, ampliando ulteriormente le modalità di interazione.

Attualmente, ogni utente può creare un solo Dot, ma OpenAI ha in programma di consentire in futuro la gestione di più agenti contemporaneamente. Sono in fase di sperimentazione anche Dots “specialisti”, progettati per ruoli aziendali specifici, in modo da ottimizzare ulteriormente le attività lavorative.

Quando un utente assegna un compito a un Dot, l’assistente invia aggiornamenti e domande durante l’esecuzione. Ad esempio, uno sviluppatore può richiedere all’assistente di utilizzare il feedback dei clienti per implementare e testare modifiche, ricevendo un video che mostra i cambiamenti apportati. Allo stesso modo, un creator può affidare la revisione di una trascrizione, l’identificazione di clip e la stesura di note e post per i social media.

Un altro aspetto interessante è che gli utenti possono accedere direttamente al computer cloud del Dot per seguire l’avanzamento delle attività. I Dots apprendono durante il lavoro, personalizzando i risultati e proponendo attività aggiuntive in modo proattivo, contribuendo così a una gestione più fluida delle operazioni quotidiane.

Per facilitare la collaborazione, OpenAI ha introdotto ChatGPT Space, uno spazio di lavoro condiviso dove i colleghi possono operare sullo stesso Dot, migliorando ulteriormente la sinergia tra i membri del team.

Dal punto di vista della sicurezza, Dots sono dotati di regole integrate che stabiliscono quando agire autonomamente. Queste regole possono essere personalizzate per bloccare determinate azioni o richiedere autorizzazioni specifiche. Inoltre, una funzione di revisione automatica verifica che le operazioni rispettino tali regole e i requisiti di sicurezza, determinando quali attività debbano essere restituite all’utente.

Attualmente, Dots sono disponibili per gli abbonati a ChatGPT Pro, Business Premium ed Enterprise. È importante notare che le conversazioni con un Dot non incidono sui limiti di utilizzo di ChatGPT, offrendo così un valore aggiunto agli utenti.

Il lancio di Dots avviene in un contesto competitivo, seguendo l’arrivo di prodotti simili come Muse, che ha suscitato dibattiti su funzionalità e sicurezza. OpenAI prevede di espandere le capacità dei Dots in futuro, con la possibilità di aggiungere ulteriori assistenti e aumentare la velocità o il carico di lavoro mensile.

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