Energia

Opposizione crescente negli Stati Uniti ai data center per l’intelligenza artificiale

Un sondaggio del 2026 rivela che il 69% degli americani si oppone alla costruzione di data center per l'intelligenza artificiale nelle proprie comunità, evidenziando una crescente preoccupazione per l'impatto ambientale e sociale.

Settembre 9, 2026di Redazione

In Breve

Qual è la percentuale di americani contrari ai data center per l'IA?
Il 69% degli americani si oppone alla costruzione di data center per l'intelligenza artificiale.
Quali sono le ragioni dell'opposizione ai data center?
L'opposizione è motivata da preoccupazioni ambientali e sociali, oltre che da questioni legate all'uso delle risorse naturali.
Come stanno reagendo le autorità locali?
Oltre 530 contee e municipalità hanno imposto restrizioni o divieti alla costruzione di data center.

Un recente sondaggio condotto nel 2026 ha rivelato che una netta maggioranza degli americani si oppone alla costruzione di data center per l’intelligenza artificiale nelle proprie comunità. Secondo un’indagine di Decision Desk, realizzata da SurveyMonkey, il 69% dei partecipanti ha espresso contrarietà a tali impianti, con il 45% che ha dichiarato una forte opposizione. Un’altra indagine, condotta per Heatmap Pro da Embold Research su un campione di 2.045 elettori registrati, ha mostrato una quota di opposizione ancora più alta, pari al 75%.

Il sostegno pubblico per l’installazione di nuovi data center è diminuito significativamente rispetto al 2025, quando il 13% degli intervistati si dichiarava favorevole. Oggi, solo il 4% sostiene fortemente l’idea di un nuovo data center nella propria area. Questa opposizione si estende attraverso diverse fasce d’età, livelli di reddito e appartenenza partitica, con un saldo netto negativo di 43 punti tra i repubblicani, 65 punti tra gli indipendenti e 75 punti tra i democratici. Gli elettori delle aree rurali mostrano un saldo netto negativo di 63 punti.

In risposta a questa crescente opposizione, oltre 530 contee e municipalità hanno già imposto restrizioni o divieti alla costruzione di data center. Alcuni governatori hanno avviato sospensioni o verifiche sui progetti in attesa di audit. Sul piano politico, le posizioni si sono rivelate contrastanti. Il presidente ha avvertito che le comunità che rifiutano i data center rischiano di rimanere “backwards and poor”, invitando a favorire gli investimenti e affermando: “Se vogliono avere successo e diventare ricchi, con tasse molto più basse e posti di lavoro ovunque, lasciate che i dati regnino”.

A livello locale, la supervisore repubblicana Dawn Vogel ha sostenuto un moratorio, sottolineando che la questione non è solo politica, ma riguarda “il miglior uso della terra e delle risorse naturali”. Ha aggiunto che “puoi avere tutti i dati del mondo, ma se non hai acqua da bere, non hai esseri umani che usino i dati”.

Alcuni legislatori stanno rivedendo le loro posizioni. Il senatore dell’Ohio, Jon Husted, ha presentato una proposta che obbliga gli operatori di data center a coprire i costi aggiuntivi di elettricità e acqua. I sindacati, d’altra parte, tendono a esprimere un giudizio favorevole, evidenziando i posti di lavoro legati alla costruzione e i salari connessi agli impianti.

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