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Previsioni Istat: Pil Italiano in Crescita dello 0,7% nel 2026 e 2027

L'Istat prevede una crescita del Pil italiano dello 0,7% per il biennio 2026-2027, sostenuta dalla domanda interna.

Giugno 18, 2026di admin

In Breve

Qual è la previsione di crescita del Pil italiano per il 2026 e 2027?
Il Pil italiano è previsto in crescita dello 0,7% per entrambi gli anni.
Quali fattori influenzeranno la crescita del Pil?
La crescita sarà sostenuta dalla domanda interna, mentre la domanda estera avrà un impatto negativo.
Come si prevede l'andamento dell'occupazione?
L'occupazione crescerà più lentamente, con un tasso di disoccupazione in calo.

Secondo le ultime previsioni dell’Istat, il Prodotto Interno Lordo (Pil) italiano è atteso in crescita dello 0,7% sia nel 2026 che nel 2027, dopo un incremento dello 0,5% nel 2025. Questa crescita sarà interamente sostenuta dalla domanda interna, che contribuirà rispettivamente con 0,9 e 0,5 punti percentuali. Tuttavia, la domanda estera netta avrà un impatto negativo, soprattutto nel 2026, con una contrazione di -0,2 punti percentuali, influenzata da fattori esterni come il conflitto in Medio Oriente e l’aumento dei prezzi energetici.

Nel dettaglio, l’Istat segnala che i consumi delle famiglie e delle Istituzioni senza scopo di lucro (ISP) subiranno una decelerazione nel 2026, con un aumento previsto del 0,6% rispetto al +1,1% del 2025. Questo rallentamento è attribuibile all’attenuazione della crescita delle retribuzioni pro capite e all’aumento dell’inflazione. Nel 2027, si prevede una leggera accelerazione della crescita dei consumi, attesa al 0,7%.

Per quanto riguarda gli investimenti fissi lordi, l’Istat prevede una crescita sostenuta nel 2026 (+2,2%), grazie agli interventi legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Tuttavia, nel 2027, si attende una significativa decelerazione, con un incremento previsto solo dello 0,5%, a causa di condizioni di finanziamento meno favorevoli e del ridimensionamento degli stimoli pubblici.

In termini di occupazione, misurata in unità di lavoro (ULA), nel 2026 si prevede un rallentamento della crescita (+0,7%, rispetto al +1,3% del 2025) e un ulteriore calo del tasso di disoccupazione, che si attesterà al 5,5%, rispetto al 6,1% del 2025. Per il 2027, si prevede una decelerazione delle ULA (+0,4%) e una stabilizzazione del tasso di disoccupazione.

Infine, l’andamento dei prezzi delle materie prime avrà un impatto sull’inflazione, attesa in forte risalita nel 2026: il deflatore della spesa delle famiglie si attesterà in media d’anno al 2,9%, per poi tornare al 2% nel 2027 a seguito della normalizzazione delle tensioni internazionali.

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