Energia

Aumento dei detriti spaziali: il rapporto 2026 dell’Agenzia Spaziale Europea

Il nuovo Space Environment Report dell'Agenzia Spaziale Europea evidenzia un preoccupante aumento dei detriti spaziali e una crescente insostenibilità dell'orbita terrestre.

Settembre 21, 2026di Redazione

In Breve

Qual è l'obiettivo del rapporto 2026 dell'ESA?
Analizzare l'aumento dei detriti spaziali e la sostenibilità orbitale.
Quanti lanci sono stati effettuati nel 2025?
Oltre 300 operazioni di lancio.
Cosa prevede la strategia Zero Debris?
Azzerare la produzione di nuovi detriti spaziali entro il 2030.

L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha recentemente pubblicato l’edizione 2026 dello Space Environment Report, un documento che raccoglie dati consolidati fino alla fine del 2025. Questo rapporto mette in luce un significativo incremento delle attività spaziali e un deterioramento degli indicatori di sostenibilità orbitale.

La crescita delle operazioni spaziali è principalmente attribuibile all’espansione delle costellazioni satellitari commerciali e all’uso di lanci multipli. Nel 2025, infatti, sono state effettuate oltre 300 operazioni di lancio, immettendo in orbita più di 4.000 nuovi carichi utili, con una media di circa dieci nuovi satelliti al giorno. Questo aumento del traffico spaziale ha portato a un incremento dei rientri nell’atmosfera terrestre, con oltre tre oggetti intatti che rientrano ogni giorno, tra veicoli spaziali dismessi e stadi di razzi.

Il rapporto evidenzia come l’aumento del traffico spaziale e le variazioni di altitudine delle megacostellazioni abbiano contribuito a una maggiore congestione dell’orbita terrestre, aumentando il rischio di collisioni. Inoltre, viene fornita una stima del rischio di vittime a terra a causa di rientri incontrollati, un rischio che, pur rimanendo contenuto, mostra una tendenza al rialzo.

Le proiezioni a lungo termine indicano una rapida crescita della popolazione di frammenti e satelliti non operativi, un fenomeno noto come effetto Kessler. I modelli previsionali, esaminati su un orizzonte temporale ridotto da 200 a 100 anni, suggeriscono un aumento critico del numero di oggetti e degli impatti.

Un altro dato allarmante è rappresentato dal Space Environment Health Index, che misura lo stress complessivo dell’ambiente spaziale rispetto a uno scenario di sostenibilità del 2014. Questo indice è passato da circa 4 a 50 in un solo anno, evidenziando un deterioramento significativo.

Le misure preventive adottate finora, come la riduzione dei tempi di stazionamento in orbita bassa da 25 a 5 anni, non sono considerate sufficienti. L’ESA sottolinea la necessità di interventi di rimozione attiva dei rifiuti spaziali. In questa direzione, l’agenzia ha proposto la strategia Zero Debris, con l’obiettivo di azzerare la produzione di nuovi detriti entro il 2030. Tra le iniziative in programma, vi è la missione dimostrativa ClearSpace-1, che mira alla cattura e allo smaltimento dei detriti, oltre allo sviluppo di tecnologie di servitaggio in orbita per rifornimento, manutenzione e riuso, nell’ambito di un’economia circolare dello spazio.

Energia ESG

Continua a leggere