Economia

La scalabilità della computazione quantistica: l’importanza del compute-per-watt

La computazione quantistica si sviluppa più attraverso l'efficienza energetica che attraverso il numero di qubit. Scopri perché il compute-per-watt è cruciale per il futuro di questa tecnologia.

Settembre 18, 2026di Redazione

In Breve

Qual è il fattore chiave per la scalabilità della computazione quantistica?
Il compute-per-watt è il fattore chiave per la scalabilità della computazione quantistica.
Perché l'efficienza energetica è importante nella computazione quantistica?
L'efficienza energetica è cruciale per ridurre i costi e migliorare la sostenibilità dei data center.
Quali sono le sfide nello sviluppo dei processori quantistici?
Le sfide includono vincoli pratici nella produzione e la necessità di ridurre i costi per qubit.

La computazione quantistica sta guadagnando sempre più attenzione nel panorama tecnologico moderno, ma il suo sviluppo commerciale potrebbe dipendere più dall’efficienza energetica che dal semplice conteggio dei qubit. Secondo recenti studi, il compute-per-watt, ovvero la quantità di calcolo utile per watt consumato, rappresenta un fattore cruciale per il futuro di questa tecnologia.

Attualmente, il costo totale di possesso per gli operatori di calcolo è dominato dalla svalutazione degli investimenti e dall’uso di energia. Con la crescita dell’intelligenza artificiale (AI), i data center, le reti elettriche e i sistemi di raffreddamento stanno affrontando una pressione senza precedenti. Si stima che entro il 2030, l’AI raddoppierà i consumi di energia e acqua dei data center, rendendo urgente la necessità di ottimizzare l’efficienza energetica.

Un esempio chiaro di questa sfida si trova nei processori a qubit superconduttori, considerati tra le piattaforme più promettenti per la computazione quantistica. Tuttavia, lo sviluppo di questi chip è attualmente bloccato da vincoli pratici. Negli ultimi dieci anni, i chip sono rimasti intorno ai 100 qubit, poiché oltre il 90% della superficie è occupata dal cablaggio di controllo e lettura, piuttosto che dai qubit stessi. La soluzione comune di collegare in rete più piccoli processori introduce perdite e connessioni rade che compromettono ulteriormente l’efficienza.

In questo contesto, è fondamentale ridurre i costi attraverso curve di esperienza. Ogni raddoppio della produzione può abbassare il costo unitario, come dimostrato nel settore dei pannelli solari, delle batterie e dei transistor. Tuttavia, ai ritmi attuali, una macchina da un milione di qubit potrebbe costare tra 100 miliardi e un trilione di dollari. Per rendere la computazione quantistica economicamente praticabile, il costo per qubit deve ridursi di almeno un fattore cento, un obiettivo che richiede produzioni in volumi, parti standardizzate e progressi significativi, non solo dimostrazioni di laboratorio.

Per raggiungere queste economie, è necessaria un’architettura aperta e stratificata, con una specializzazione della filiera che includa processori, criogenia ed elettronica di controllo. Attualmente, esistono molti dimostratori ma pochi attori in grado di costruire una catena di fornitura robusta. La realizzazione di una produzione industriale e di parti standard richiederà anni o addirittura decenni. Le decisioni tecniche e industriali prese nei prossimi anni saranno determinanti per ottenere processori con un’ordine di grandezza superiore in termini di compute-per-watt, rendendo così la computazione quantistica una tecnologia utile su scala economica.

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