In Breve
- Perché Leonardo Maria Del Vecchio ha disertato l'assemblea di Delfin?
- Ha contestato l'iscrizione di Rocco Basilico e denunciato la mancanza di documentazione sul bilancio 2025.
- Quali sono le conseguenze della sua assenza?
- L'assemblea ha approvato il bilancio 2025, ma la sua assenza ha sollevato polemiche sulla governance.
- Qual è la posizione di Delfin nel mercato?
- Delfin controlla il 32,4% di EssilorLuxottica e ha partecipazioni in Monte dei Paschi, Generali e UniCredit.
Leonardo Maria Del Vecchio, figura di spicco nel panorama imprenditoriale italiano e attuale chief strategy officer di EssilorLuxottica, ha scelto di non partecipare all’assemblea dei soci di Delfin, convocata in Lussemburgo. L’incontro, cruciale per l’approvazione del bilancio 2025, ha visto la sua assenza sollevare interrogativi e polemiche.
Nella lettera inviata all’assemblea, Del Vecchio ha contestato l’iscrizione nel registro soci di Rocco Basilico, denunciando un’«ingiustificabile inerzia» da parte del consiglio di amministrazione. Inoltre, ha evidenziato di non aver ricevuto la documentazione necessaria per valutare il progetto di bilancio, un aspetto che ha alimentato la sua critica nei confronti della gestione attuale.
Del Vecchio ha descritto le iniziative avviate da Basilico come una reazione «scomposta» e ha respinto con fermezza l’idea di cedere gli asset di Delfin a un prezzo scontato, definendola «sconveniente e illogica». Ha anche accusato alcuni membri del consiglio di aver intrattenuto comunicazioni informali con una parte soltanto dei soci, generando confusione e sfiducia all’interno dell’assemblea.
Nonostante le contestazioni, l’assemblea ha proceduto con l’approvazione del bilancio 2025, ottenendo il voto unanime dei presenti. Durante l’incontro, sono stati nominati due commissari dei conti, Lara Forte e Fabio Scoyni, mentre la candidatura di Marco Talarico, ex amministratore delegato di Lmdv Capital, è stata bocciata.
Delfin, la holding di Del Vecchio, detiene una quota significativa del 32,4% in EssilorLuxottica e ha partecipazioni rilevanti in istituti come Monte dei Paschi di Siena (17,5%), Generali (10%) e UniCredit (2,8%). La sua assenza all’assemblea, insieme a quella di altri sette soci, segna un momento di tensione all’interno della società, evidenziando le divergenze strategiche e le preoccupazioni sulla governance.
Questa situazione mette in luce le sfide che Delfin e i suoi soci devono affrontare, in un contesto economico sempre più complesso e competitivo. Le decisioni future potrebbero avere un impatto significativo sulle strategie aziendali e sulle relazioni tra i soci.
