Economia

Performance Sanitarie in Italia: Disuguaglianze Regionali e Ruolo Economico-Finanziario

Un'analisi delle performance sanitarie in Italia evidenzia disuguaglianze regionali e l'importanza della dimensione economico-finanziaria.

Luglio 1, 2026di Redazione

In Breve

Qual è il ruolo della dimensione economico-finanziaria nella performance sanitaria?
Contribuisce per il 12,7% alla performance complessiva dei sistemi sanitari regionali.
Quali sono le regioni più performanti in Italia?
Il Veneto, Trento e Toscana sono le regioni con le migliori performance sanitarie.
Come viene percepito il miglioramento dei servizi sanitari?
Solo il 18% della popolazione ha notato miglioramenti, con variazioni regionali significative.

Negli ultimi anni, l’attenzione sulla dimensione economico-finanziaria nella valutazione delle performance dei sistemi sanitari regionali è aumentata. Questo aspetto contribuisce per il 12,7% alla performance complessiva, posizionandosi al terzo posto dopo gli esiti (31,2%) e l’appropriatezza (27,5%). Un incremento di 1,6 punti percentuali è stato registrato rispetto alla rilevazione precedente.

L’indice medio nazionale di performance è cresciuto dal 43,4% del 2019 al 46,1% del 2025, ma le disuguaglianze territoriali rimangono marcate. Il Veneto si distingue come la regione più performante, con il 64% del valore massimo teorico, seguito dalla Provincia autonoma di Trento (62%) e dalla Toscana (61%). Al contrario, la Calabria si colloca all’estremo opposto con un valore di solo 36%.

Le regioni con i migliori risultati economico-finanziari dimostrano una gestione efficiente delle risorse. La spesa sanitaria pubblica pro capite si avvicina ai livelli medi europei, mentre la spesa sanitaria totale pro capite standardizzata indica un buon equilibrio tra costi e qualità. Tuttavia, le regioni del Sud, come Calabria (36%), Sicilia (35%) e Molise (31%), continuano a presentare i livelli più bassi. È importante notare che, nonostante la Calabria abbia registrato un incremento di 0,065 punti percentuali nel periodo 2019-2025, la situazione rimane critica.

Un altro aspetto rilevante è la percezione di miglioramento dei servizi sanitari. È stata introdotta una valutazione che considera non solo la soddisfazione attuale, ma anche la percezione di progressi. Chi percepisce miglioramenti nei servizi tende a dichiararsi più soddisfatto, indipendentemente dal livello di performance. Tuttavia, solo il 18% della popolazione ha notato miglioramenti nel medio periodo, con variazioni regionali che vanno dall’8,6% del Trentino-Alto Adige al 25,9% di Abruzzo e Molise.

In particolare, l’accesso ai farmaci è l’area in cui la maggior parte dei cittadini ha percepito un miglioramento, con una percentuale del 30% a livello nazionale. Al contrario, l’assistenza territoriale e la presa in carico della non autosufficienza continuano a essere ambiti critici, con percentuali di miglioramento percepito inferiori al 20%.

Gli stakeholder del sistema sanitario attribuiscono pesi diversi alla dimensione economico-finanziaria: il management aziendale le assegna il 20,2% di peso, le istituzioni il 12,2%, le professioni sanitarie il 12,2% e gli utenti il 6,5%. Nonostante il rafforzato ruolo della dimensione economico-finanziaria nella valutazione delle performance, le disuguaglianze territoriali e la percezione limitata dei progressi rimangono significative. Le criticità sono particolarmente evidenti nei servizi territoriali e nella long-term care, richiedendo un impegno continuo per migliorare l’efficienza e la qualità dei servizi e ridurre le differenze regionali.

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