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Generazioni al lavoro: il confronto di Bologna sulle sfide della pluralità anagrafica in azienda

Il 7 ottobre a Bologna si è svolto un importante incontro sul tema della gestione della pluralità generazionale in azienda, con esperti e manager a confronto.

Ottobre 12, 2026di Redazione

In Breve

Qual è il tema principale dell'incontro di Bologna?
Il tema principale è la gestione della pluralità generazionale in azienda.
Chi sono alcuni degli esperti intervenuti?
Tra gli esperti, Paolo Sestito della Banca d'Italia ed Elena Bonetti, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta.
Quali sono alcune delle pratiche discusse?
Le pratiche includono mentoring, lavoro agile e politiche di age management.

Il 7 ottobre, presso il museo Palazzo Pepoli di Bologna, si è svolta la seconda tappa del roadshow “Generazioni al lavoro”, parte dell’iniziativa “Cultura di Impresa 2026 – Valori che creano valore”, promossa da 4.Manager in collaborazione con Il Sole 24 Ore. L’evento ha messo in luce le sfide e le opportunità legate alla gestione della pluralità generazionale all’interno delle aziende italiane.

Il confronto si è concentrato sulla compresenza di lavoratori di diverse età, esperienze e aspettative, un fenomeno sempre più rilevante a causa del calo demografico e dell’allungamento della vita professionale. Questo scenario richiede una ripensamento dei modelli organizzativi, dei percorsi di sviluppo delle competenze e degli stili di leadership.

Tra i temi trattati, si è discusso di politiche di age management, pratiche di active ageing e della valorizzazione delle popolazioni junior e senior. L’obiettivo è trasformare la pluralità generazionale in una leva di innovazione e competitività per le imprese. Hanno partecipato esperti del settore, come Paolo Sestito della Banca d’Italia, Elena Bonetti, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti economici e sociali della transizione demografica, e il giuslavorista Ciro Cafiero, insieme a rappresentanti di aziende come Philip Morris Italia, Essay Group e Fastweb+Vodafone.

Durante l’incontro, sono stati presentati dati significativi: gli under 30 rappresentano il 15,6% degli occupati, mentre gli over 60 costituiscono il 9,9%. Inoltre, l’81,2% delle imprese ha adottato almeno un intervento per attrarre, inserire o trattenere i giovani, e il 77,1% ha messo in campo azioni per gestire i lavoratori più anziani.

Tra le pratiche più diffuse si segnalano il mentoring e l’affiancamento intergenerazionale. Per i giovani, sono state evidenziate l’importanza del lavoro agile, le iniziative di welfare, la flessibilità e i premi, mentre per i senior le misure si concentrano sulla gestione del passaggio generazionale e sulla preservazione delle competenze aziendali. Attualmente, la sostituzione dopo il pensionamento e il mentoring risultano più frequenti rispetto a interventi di riqualificazione o adattamento delle mansioni.

Francesca Mazzolari, intervenuta all’evento, ha sottolineato che la sfida organizzativa può diventare un’opportunità se le imprese imparano a gestire la pluralità generazionale, trasformando differenze ed esperienze in apprendimento reciproco, continuità del sapere e sviluppo sostenibile.

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