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L’Unione Europea Introduce un Codice di Pratiche per Contrastare i Contenuti Manipolati dall’Intelligenza Artificiale

L'Unione Europea ha adottato un codice di pratiche per garantire la trasparenza dei contenuti generati dall'intelligenza artificiale, in risposta alla crescente diffusione di fake news e deepfake.

Luglio 15, 2026di Redazione

In Breve

Qual è l'obiettivo del codice di pratiche dell'UE?
Ridurre i rischi legati a contenuti generati artificialmente e garantire la trasparenza.
Quando entrerà in vigore il codice di pratiche?
Il 2 agosto 2026.
Chi ha firmato il codice di pratiche?
OpenAI ha firmato, mentre Meta ha rifiutato.

In un contesto di crescente preoccupazione per la diffusione di contenuti falsi generati dall’intelligenza artificiale, l’Unione Europea ha recentemente varato un codice di pratiche volto a ridurre i rischi associati a foto, video, audio e testi creati artificialmente. Le nuove disposizioni, che entreranno in vigore il 2 agosto, fanno parte dell’AI Act (articolo 50) e impongono a produttori e utilizzatori di sistemi di intelligenza artificiale generativa di garantire la trasparenza nei confronti degli utenti.

Secondo le norme stabilite, i produttori sono tenuti a marcare i contenuti generati, ad esempio attraverso l’uso di filigrane digitali o soluzioni riconoscibili da software specializzati. Questo permetterà di identificare l’origine artificiale di immagini e video. Inoltre, chi pubblica materiali creati con AI dovrà informare il pubblico utilizzando etichette specifiche, salvo alcune eccezioni previste dalla legge.

Per i sistemi immessi sul mercato prima del 2 agosto, l’obbligo di marcatura potrebbe essere prorogato, probabilmente fino al 2 dicembre. Il codice di pratiche è stato redatto da un gruppo di esperti indipendenti incaricato dalla Commissione Europea e offre un manuale operativo per aiutare produttori ed editori a dimostrare di aver fatto il possibile per evitare interpretazioni equivoche dei contenuti sintetici.

Dino Pedreschi, docente all’Università di Pisa e uno dei leader del gruppo di esperti, ha descritto il codice come “parte di un articolato tentativo di spingere verso un ecosistema dell’informazione meno inquinato”. Ha inoltre sottolineato che, se applicato, il codice renderà più trasparente la natura del materiale sintetico e faciliterà la prova della provenienza umana dei contenuti.

Il codice è di natura volontaria, ma le aziende che decidono di adottarlo potrebbero beneficiare di una maggiore tutela in sede giudiziaria o nei procedimenti dinanzi al Garante per la protezione dei dati personali. Tra le grandi aziende, OpenAI ha già firmato il codice, mentre Meta ha attualmente rifiutato di aderire.

In un contesto regolatorio più ampio, la Commissione Europea ha avviato procedimenti per garantire il rispetto del Digital Services Act e ha avvertito che alcune pratiche, come lo scrolling infinito su Instagram, potrebbero avere effetti di dipendenza, con possibili sanzioni fino al 6% del fatturato delle aziende coinvolte.

Inoltre, la Commissione sta considerando l’introduzione di una legge che vieti l’uso dei social media ai minori di 13 anni e misure per verificare l’età degli utenti delle piattaforme.

Il codice di pratiche è stato sviluppato in risposta all’aumento di casi di deepfake e contenuti falsi, che includono falsi dottori che offrono consigli errati e dichiarazioni finanziarie attribuite a figure pubbliche. Questi episodi di diffusione massiccia di immagini manipolate hanno evidenziato la necessità di controlli più rigorosi e di una maggiore responsabilità da parte di chi produce e pubblica contenuti generati dall’intelligenza artificiale.

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