Economia

Jet Fuel in Calo, Ma I Prezzi dei Biglietti Aerei Restano Elevati

Nonostante il calo del prezzo del jet fuel, le compagnie aeree mantengono tariffe elevate, influenzate da fattori geopolitici e dalla domanda robusta.

Luglio 1, 2026di Redazione

In Breve

Perché i biglietti aerei rimangono costosi nonostante il calo del jet fuel?
Le compagnie aeree mantengono tariffe elevate a causa di una domanda robusta e di fattori geopolitici.
Qual è l'andamento dei prezzi dei biglietti aerei?
I prezzi continuano a salire, con aumenti significativi per chi prenota tardi.
Quali tratte aeree hanno registrato rincari più elevati?
Tratte come Roma-Atene e Milano-Heraklion hanno visto aumenti notevoli.

Il recente calo del prezzo del carburante per aerei, sceso a 116,63 dollari al barile, non si è tradotto in una diminuzione dei costi per i passeggeri. In effetti, le compagnie aeree continuano a mantenere tariffe elevate, nonostante il carburante sia sceso del 2,1% nella settimana chiusa il 26 giugno. Questo prezzo è inferiore del 26% rispetto ai picchi del mese precedente, ma rimane superiore del 29,5% rispetto allo stesso periodo del 2025.

La crisi del carburante è iniziata con la chiusura dello Stretto di Hormuz, che ha causato una carenza globale di jet fuel e un aumento delle tariffe. Con la parziale riapertura dello Stretto, il petrolio ha ripreso a scendere, ma il jet fuel è ancora significativamente più caro rispetto a un anno fa. Le compagnie aeree, pertanto, non hanno modificato le loro strategie commerciali, mantenendo i prezzi elevati.

Secondo l’Osservatorio di Maiora Solutions, che ha monitorato oltre mille voli e 30 rotte dall’Italia verso Europa, Medio Oriente e Asia, i prezzi dei biglietti continuano a salire. Chi ha prenotato un volo per luglio a inizio maggio ha pagato in media il 28% in più rispetto a chi ha acquistato a marzo. Per i voli di agosto, l’aumento medio è stato del 23%. Andrea Torassa, co-founder di Maiora Solutions, ha sottolineato che chi ha aspettato per prenotare ora paga fino al 21% in più rispetto a chi ha acquistato il biglietto a marzo.

La stagionalità influisce notevolmente sulle tariffe. Ad esempio, agosto costa mediamente il 74% in più rispetto a giugno sulle rotte mediterranee. Le differenze di prezzo non sono uniformi: alcune tratte hanno visto aumenti significativi, come Roma-Atene, che è passata da 104 a 173 euro in una settimana (+66%), e Milano-Heraklion, che è salita da 121 euro a 323 euro ad agosto (+168%). Tuttavia, alcune rotte, come Heraklion, Dubrovnik e Palma di Maiorca, hanno registrato cali tariffari grazie a una maggiore offerta.

Le variazioni di prezzo dipendono anche dall’aeroporto di partenza. Ad agosto, un volo Milano-Londra costa mediamente 329 euro, il 42% in più rispetto ai 231 euro da Roma. Milano-Parigi risulta più cara del 21% rispetto a Roma, con una pressione della domanda sugli aeroporti milanesi, in particolare Linate, mentre Fiumicino beneficia di una concorrenza più ampia.

Le tensioni geopolitiche continuano a influenzare i prezzi, specialmente sulle rotte verso il Medio Oriente. A maggio, la domanda nell’area è diminuita del 28,4%, e durante l’escalation nel Golfo, le tariffe sono aumentate del 57% in una settimana. Anche se i prezzi si sono in parte ridimensionati, rimangono superiori ai livelli di marzo.

Le tratte più costose per agosto includono Londra Heathrow-Amman (661 euro) e Londra Heathrow-Doha (666 euro) in Economy. Per chi prosegue verso l’Asia via hub del Golfo, il prezzo medio raggiunge 782 euro in Economy e 2.360 euro in Business, con punte oltre i 3.200 euro sulla rotta Londra Heathrow–Singapore.

Il lungo raggio mostra una maggiore stabilità temporale, e per alcune destinazioni, luglio risulta persino più caro di agosto (848 contro 813 euro). Questo conferma che per i voli intercontinentali, prenotare con largo anticipo resta la strategia più efficace per contenere la spesa.

Negli Stati Uniti, la domanda si mantiene nonostante l’aumento dei biglietti. Per il resto dell’estate, le tariffe sono complessivamente in linea con l’anno precedente, fatta eccezione per i collegamenti tra Stati Uniti e Londra, dove i prezzi andata e ritorno sono superiori del 27%. Se la domanda dovesse rallentare dopo la stagione estiva, le tariffe potrebbero iniziare a diminuire, ma le recenti tensioni sul mercato dell’energia rendono poco probabile un ritorno rapido ai livelli di prezzo precedenti.

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