Energia

Rinnovabili in Emilia-Romagna: 1.146 MW in Valutazione Ambientale

In Emilia-Romagna sono in fase di valutazione progetti per 1.146 MW di energia rinnovabile, tra fotovoltaico ed eolico, con un focus sull'agrivoltaico e le sfide per l'approvazione.

Agosto 7, 2026di Redazione

In Breve

Quanti MW di rinnovabili sono in valutazione in Emilia-Romagna?
Sono in valutazione progetti per 1.146 MW di energia rinnovabile.
Qual è la quota di produzione da rinnovabili in Emilia-Romagna?
Circa il 21% della produzione totale regionale proviene da fonti rinnovabili.
Quali province hanno il maggior numero di impianti eolici?
Parma, Bologna e Rimini sono le province con il maggior numero di impianti eolici.

In Emilia-Romagna, attualmente sono in fase di valutazione di impatto ambientale progetti per un totale di 1.146 MW di energia rinnovabile, che comprendono fotovoltaico, agrivoltaico ed eolico. Di questi, 735 MW sono dedicati al solare agricolo e 411 MW all’eolico. La produzione regionale da fonti rinnovabili rappresenta circa il 21% del totale prodotto, mentre la quota sul consumo energetico totale varia tra il 15 e il 18%.

Il maggior concentramento di impianti agrivoltaici si trova nella provincia di Ferrara, con 627 MW, mentre per quanto riguarda l’eolico, i dati indicano che Parma ha 136 MW, Bologna 107 MW e Rimini 72 MW.

A livello nazionale, è previsto un pacchetto di circa un gigawatt di impianti offshore, tra eolico e fotovoltaico galleggiante, con valutazione statale già approvata ma in attesa dei bandi per gli incentivi del FER 2. Tra questi progetti figura il progetto Agnes al largo di Ravenna. Inoltre, sono in corso sette procedure statali positive, senza autorizzazione unica, per circa 480 MW di fotovoltaico.

Dal punto di vista della programmazione, al 31 maggio 2026, l’Emilia-Romagna ha raggiunto l’88,79% del target 2026 per le rinnovabili elettriche installate, con 281 MW ancora da realizzare entro la fine dell’anno sui 2.504 MW conteggiati dal 2021. Nei primi cinque mesi dell’anno, Terna ha registrato un incremento di 223 MW di fotovoltaico, posizionando la regione al terzo posto dopo Sicilia e Lombardia per crescita.

In risposta a queste dinamiche, la Regione ha approvato a maggio una legge sulle aree idonee, che identifica le zone dove accelerare l’installazione degli impianti, privilegiando aree produttive, coperture, parcheggi e spazi già compromessi. La legge introduce anche dei limiti per l’uso agricolo, fissando un massimo dell’1,5% della superficie agricola utilizzata (SAU) regionale e del 2% della SAU comunale.

Il vicepresidente regionale con delega alla green economy ha sottolineato che l’Emilia-Romagna non dispone degli stessi volumi idroelettrici di altre regioni, evidenziando un conflitto territoriale sull’eolico e la necessità di cercare il massimo consenso possibile. Ha anche affermato che il progetto offshore Agnes ha già ottenuto tutti i permessi necessari e si attende il bando per definire una tariffa adeguata a garantire l’investimento.

Dal punto di vista ambientalista, il presidente di Legambiente Emilia-Romagna ha esortato a trasformare l’energia in una politica industriale, sottolineando che i pannelli solari su tetti e capannoni sono necessari ma non sufficienti. Ha affermato che l’agrivoltaico non può essere paragonato al consumo di suolo di un capannone logistico, auspicando un compromesso tra esigenze energetiche e tutela del suolo.

Infine, gli attori della transizione energetica avvertono che senza autorizzazioni più rapide, tariffe certe e consenso, molti progetti rischiano di rimanere in fase di progettazione e discussione, piuttosto che diventare cantieri attivi.

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