Economia

Cermed di Guspini: crisi produttiva e attivazione del concordato

Lo stabilimento Cermed di Guspini sospende la produzione e avvia procedure per il concordato e la cassa integrazione a causa della crisi energetica.

Luglio 23, 2026di Redazione

In Breve

Perché Cermed ha sospeso la produzione?
Cermed ha sospeso la produzione a causa di elevati costi energetici e di trasporto, oltre alla mancanza di gas metano.
Quali misure sono state attivate?
Sono state attivate procedure per il concordato in bianco e la cassa integrazione guadagni straordinaria.
Qual è la scadenza per la situazione?
Il 31 agosto è stato citato come termine indicativo per ricomporre la situazione.

Lo stabilimento di ceramiche Cermed, situato a Guspini, ha annunciato la sospensione delle attività produttive, una decisione che coinvolge circa 120 lavoratori. Questa misura è stata adottata in risposta a una grave crisi aziendale, caratterizzata da elevati costi energetici e di trasporto, oltre alla mancanza di gas metano nell’isola.

La maggior parte della produzione di Cermed è destinata ai mercati esteri, e l’azienda sta risentendo in modo significativo dei rincari del trasporto su gomma e marittimo, nonché degli effetti dell’Emission Trading System (Ets). A complicare ulteriormente la situazione, sono state segnalate limitazioni nell’operatività bancaria, che hanno inciso sulla prosecuzione delle attività.

In risposta a questa crisi, è stata avviata una mobilitazione per la difesa del sito produttivo. La Regione Sardegna ha presentato la vertenza al Ministero competente e, a Guspini, è stata convocata un’assemblea pubblica con la partecipazione di amministratori locali e regionali. Gigi Loi, segretario regionale della Uiltec, ha sollecitato il rapido completamento delle procedure per il concordato in bianco e la cassa integrazione guadagni straordinaria.

Durante l’assemblea, Loi ha anche richiesto l’accelerazione del percorso per la realizzazione del metanodotto, evidenziando l’importanza del coinvolgimento dei comuni e l’implementazione di misure per garantire la continuità territoriale delle merci. Ha esortato le amministrazioni a «un’assunzione di responsabilità davanti a una vertenza di livello regionale».

Come termine indicativo per ricomporre la situazione è stato citato il 31 agosto, una data che rappresenta una scadenza cruciale per la salvaguardia del sito di Guspini e per i posti di lavoro ad esso legati.

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