In Breve
- Perché l'Iraq sta chiedendo un aumento delle quote OPEC?
- L'Iraq richiede un aumento delle quote di petrolio a causa della sua dipendenza economica e dopo l'uscita degli Emirati Arabi Uniti dal cartello.
- Qual è la posizione ufficiale del governo iracheno riguardo all'OPEC?
- Il governo iracheno ha dichiarato che le notizie di una possibile uscita dall'OPEC non riflettono la sua posizione ufficiale.
- Come influisce la guerra sull'economia irachena?
- La guerra ha messo in evidenza la dipendenza dell'Iraq dalle esportazioni di petrolio attraverso il Golfo Persico.
L’Iraq ha recentemente fatto appello all’OPEC per un significativo aumento della quota di fornitura di petrolio del paese. Questa richiesta arriva in un momento critico, dopo che si sono diffuse notizie riguardo a una possibile uscita dell’Iraq dal cartello, a seguito della controversia sulle quote di produzione.
In qualità di secondo maggiore esportatore di petrolio all’interno dell’OPEC, l’Iraq detiene un’influenza notevole sulle decisioni del cartello. La situazione è ulteriormente complicata dall’uscita degli Emirati Arabi Uniti, il terzo produttore del gruppo, avvenuta ad aprile.
Secondo quanto riportato da Reuters, l’Iraq sta considerando seriamente l’idea di lasciare l’OPEC. Un portavoce del ministero del petrolio iracheno ha avvertito che “dovrà essere presa una decisione riguardo alla permanenza o all’uscita” se non verranno apportati cambiamenti alle quote di petrolio.
Il ministero del petrolio iracheno ha successivamente chiarito che le notizie relative a una potenziale uscita dall’OPEC “non riflettono la posizione ufficiale del governo iracheno”. Tuttavia, ha ribadito l’importanza di rivedere le quote di produzione di petrolio per garantire la stabilità economica del paese.
La dipendenza dell’Iraq dal petrolio è ben nota, e la sua vulnerabilità è stata accentuata dall’attuale conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, iniziato il 28 febbraio. Questa guerra ha messo in evidenza l’importanza delle esportazioni attraverso il Golfo Persico.
Recentemente, il governo iracheno ha approvato piani per accelerare le esportazioni di greggio attraverso un oleodotto che collega il Kurdistan alla Turchia. Questo progetto mira a triplicare le spedizioni esistenti, passando da 220.000 a 770.000 barili al giorno. Una volta operativo a pieno regime, questo oleodotto potrebbe fornire un importante sollievo all’economia irachena, che nel 2025 ha visto il petrolio contribuire per il 53% al suo PIL reale, secondo la Banca Mondiale.
Inoltre, dati esclusivi forniti a CNBC da QuantCube Technology mostrano che le esportazioni complessive dell’Iraq sono praticamente scomparse dall’inizio della guerra, evidenziando la sua dipendenza geografica dal passaggio di Hormuz. L’indicatore di QuantCube misura il volume di tonnellate di portata morta in partenza dai porti iracheni e degli Emirati Arabi Uniti, offrendo una stima del carico trasportato dalle navi.
