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Scontro tra Uber e Waymo sul futuro dei robotaxi a Washington D.C.

Il dibattito legislativo sui veicoli a guida autonoma nel Distretto di Columbia mette in contrasto Uber e Waymo, con posizioni opposte sui modelli di trasporto.

Luglio 13, 2026di Redazione

In Breve

Qual è il tema principale del dibattito tra Uber e Waymo?
Il dibattito riguarda un disegno di legge che propone l'uso di veicoli a guida autonoma senza conducenti umani.
Cosa propone Uber riguardo ai robotaxi?
Uber propone un modello ibrido che prevede l'integrazione di conducenti umani nei servizi di robotaxi.
Quali sono le preoccupazioni di Uber sui robotaxi?
Uber teme che i robotaxi possano generare congestione e non fornire assistenza a persone vulnerabili.

Un recente disegno di legge proposto per consentire test e operazioni commerciali di veicoli a guida autonoma nel Distretto di Columbia ha acceso un acceso dibattito tra due giganti della tecnologia: Uber e Waymo. Mentre Uber si oppone alla proposta, sostenendo che potrebbe favorire un monopolio per i robotaxi, Waymo la difende come un passo necessario per garantire un dispiegamento sicuro dei veicoli autonomi.

Uber promuove un modello ibrido che prevede l’integrazione di conducenti umani insieme ai robotaxi, avvertendo che il disegno di legge potrebbe portare alla sostituzione di autisti di servizi a chiamata. Javi Correoso, responsabile delle politiche USA di Uber, ha dichiarato che i robotaxi possono contribuire alla congestione del traffico quando circolano vuoti e non offrono l’assistenza necessaria a persone anziane o con disabilità. Secondo le stime di Uber, un veicolo autonomo potrebbe sostituire fino a quattro autisti.

Al contrario, Waymo sostiene che il provvedimento, presentato dal consigliere Charles Allen, garantirebbe un accesso equo al trasporto pubblico e non porrebbe limiti alle aziende. L’audizione prevista per discutere il disegno di legge coinvolgerà numerosi stakeholder, tra cui Tesla, Lyft, sindacati, gruppi per i diritti delle persone con disabilità e think tank.

Il disegno di legge, che aggiorna l’Autonomous Vehicle Act del 2012, permetterebbe test senza conducente e operazioni commerciali senza operatore a bordo. Inoltre, il Dipartimento dei Trasporti del Distretto (DDOT) sarebbe responsabile del rilascio di permessi a sviluppatori che soddisfano requisiti specifici, come una copertura di responsabilità minima di 5 milioni di dollari e l’obbligo di segnalare i dati sugli incidenti entro 8 o 72 ore, a seconda che il veicolo faccia parte di una flotta commerciale o sia di proprietà privata.

Il provvedimento introduce anche una tassa per i robotaxi pari a 0,15 dollari per miglio, il cui gettito sarebbe diviso tra il trasporto pubblico e programmi di riqualificazione per autisti di rideshare e taxi. La questione è particolarmente rilevante, poiché l’esito di questa normativa potrebbe influenzare le scelte regolatorie in altre città e stati.

Uber sta investendo e collaborando con oltre 30 sviluppatori di tecnologia per veicoli autonomi, creando un’unità chiamata AV Labs per raccogliere e condividere dati di guida reale. Recentemente, l’azienda ha pubblicato un white paper che formalizza la proposta del network ibrido, descrivendo un modello in cui i consumatori possono scegliere tra veicolo autonomo e conducente umano.

Waymo, d’altro canto, ha dichiarato di non sostenere limiti sui tipi di rete e di essere aperta a chiarificazioni normative per consentire diversi modelli operativi. Tuttavia, i critici del modello ibrido di Uber avvertono che questo potrebbe rappresentare un tentativo di “cattura regolatoria”, sottolineando che imporre modelli di business non migliora necessariamente la scelta dei consumatori né la sicurezza stradale.

Questa disputa si inserisce in un contesto di relazioni aziendali complesse: dopo una causa risolta nel 2017, Uber e Waymo hanno collaborato in alcuni mercati, ma recentemente i rapporti si sono deteriorati, con tensioni che potrebbero estendersi anche a mercati internazionali.

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