Finanza

Francia in crisi: il rischio di declassamento dei titoli di Stato e le pressioni sui conti pubblici

La Francia affronta un possibile declassamento del rating sovrano, con impatti significativi sui titoli di Stato e sull'economia.

Ottobre 23, 2026di Redazione

In Breve

Qual è il rischio di declassamento per la Francia?
Moody's potrebbe declassare il rating sovrano della Francia da Aa3 a A1.
Come si sta comportando il mercato dei titoli di Stato francesi?
Lo spread tra Bund tedeschi e OAT è aumentato a 177 punti base, mentre il rendimento dei titoli decennali ha raggiunto il 5,142%.
Qual è la situazione economica attuale della Francia?
La crescita è debole, con previsioni di solo 0,5% per quest'anno e 1% per il 2027.

La situazione economica della Francia si fa sempre più critica, con Moody’s che prevede un possibile declassamento del rating sovrano da Aa3 a A1. Questo scenario, già parzialmente anticipato dai mercati, ha portato a un significativo allargamento dello spread tra i Bund tedeschi e gli OAT francesi, che ha raggiunto i 177 punti base, un livello non visto dal 2011. Il rendimento dei titoli di Stato decennali francesi ha toccato il 5,142%, il valore più alto dal 2002, segnalando un serio campanello d’allarme per gli investitori.

Il contesto è ulteriormente complicato dall’aumento dell’offerta di debito. Attualmente, i titoli di Stato francesi in circolazione ammontano a circa 2.900 miliardi di euro, di cui 2.700 miliardi a lungo termine e 200 miliardi a breve. Questo rappresenta un incremento di almeno 1.000 miliardi rispetto al 2016. Gli investitori percepiscono gli OAT come esposti a rischi multipli, tra cui l’incertezza politica legata alle prossime elezioni presidenziali e il potenziale aumento delle tensioni sociali.

Le previsioni di crescita per la Francia sono deludenti, con un incremento atteso di appena lo 0,5% quest’anno e una previsione fragile di circa l’1% nel 2027, a meno di un rilancio della competitività e di riforme significative. Inoltre, il piano di emissioni lorde per il prossimo anno ammonta a circa 340 miliardi di euro, il cui successo dipenderà dalla fiducia degli investitori non residenti, che attualmente detengono il 59,7% dei titoli di Stato negoziabili.

Un ulteriore fattore di preoccupazione è l’erosione del supporto della Banca Centrale Europea (BCE). Lo stock di titoli di Stato francesi nel portafoglio del programma di acquisto di titoli (PSPP) è diminuito da 400 miliardi a dicembre 2025 a 360 miliardi a settembre di quest’anno. Sebbene la sostenibilità del debito non sia messa in discussione nell’immediato, il rapporto debito/PIL si avvicina al 120%, rispetto al 70% del 2011, e il deficit/PIL è stimato al 5,3% quest’anno, con previsioni di circa il 5% nel 2027.

Le agenzie di rating S&P e Fitch hanno già attribuito alla Francia una valutazione A+, con revisioni che potrebbero modificare le prospettive da stabili a negative, aprendo la strada a ulteriori declassamenti. Alcuni economisti stimano che la Francia potrebbe arrivare a una tripla Baa alta, un’evenienza che avrebbe conseguenze significative per l’economia nazionale.

Dal punto di vista politico, una vittoria del Rassemblement National alle elezioni potrebbe generare problemi senza precedenti. In assenza di una maggioranza parlamentare, il paese potrebbe trovarsi in un impasse riguardo a riforme e consolidamento fiscale. Le promesse di risparmi netti per 140 miliardi di euro entro il 2032 necessitano di verifiche sulla loro fattibilità.

Il calendario delle emissioni per il resto dell’anno appare relativamente leggero, con l’84% del programma di emissioni nette già raggiunto a fine settembre (260 miliardi raccolti su 300). La presenza di banche e compagnie di assicurazione, ben capitalizzate, che detengono rispettivamente il 10,5% e il 9,2% dei titoli di Stato francesi, potrebbe offrire un parziale cuscinetto contro forti vendite da parte di investitori esteri. Inoltre, resta disponibile lo strumento di protezione della trasmissione (TPI) della BCE, che potrebbe fornire ulteriore supporto al mercato.

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